Dalla ‘Passione per la buona cucina’ tradizionale a ‘Lady Chef’ per la Federazione Italiana Cuochi della provincia di Catania: Francesca, la semplicità e il rispetto in cucina.

Nella grande famiglia della Federazione Italiana Cuochi, storica custode della cucina professionale nazionale, la Sicilia occupa da sempre un posto speciale. Non è una terra che si limita a cucinare: è un’isola che custodisce, tramanda e reinventa.

L’Unione Regionale Cuochi Siciliani, guidata con visione e autorevolezza da Rosario Seidita, rappresenta oggi una delle realtà più dinamiche del panorama gastronomico italiano. Un laboratorio di identità e innovazione che porta la voce dell’isola oltre i suoi confini.

All’interno di questa rete, l’Associazione Provinciale Cuochi di Catania, presieduta da Pietro Arezzi, si distingue come presidio di eccellenza, luogo di incontro tra professionisti, giovani talenti e divulgatori culturali impegnati nel dare forma al futuro della cucina siciliana.

È in questo contesto di energia e rinnovamento che si inserisce la recente nomina di Francesca Giarratana nel direttivo provinciale. Una scelta che va oltre il riconoscimento personale e diventa segno dei tempi: la conferma che la cucina contemporanea ha bisogno di voci autentiche, radicate, capaci di raccontare il territorio con verità.

Nel suo ruolo di Lady Chef, Francesca incarna appieno il significato di questo titolo: le Lady Chef sono ambasciatrici della professionalità femminile, custodi dei saperi tradizionali e promotrici di una cucina che non rinnega le proprie radici, ma dialoga con il presente. Valori come cura, dedizione, memoria e comunità trovano in lei una rappresentazione naturale, mai forzata, profondamente vissuta.

Caltagirone, la cucina come patrimonio vivente

Il percorso di Francesca nasce da un amore profondo per la cucina tradizionale siciliana e, in particolare, per quella della sua amata Caltagirone. Con il blog e il giornale Passione per la buona cucina ha costruito negli anni un ponte tra passato e presente, raccontando ricette, feste popolari, ingredienti e volti che profumano di casa. Una narrazione capace di far sentire il lettore parte di una cucina vissuta, mai esibita.

La sua partecipazione all’Expo di Taormina, come rappresentante del Comune e della Pro Loco di Caltagirone, ha portato questa identità su un palcoscenico più ampio. Non solo piatti, ma un modo di vivere il cibo come gesto collettivo. È lì che nasce l’appellativo affettuoso di “regina delle collorelle”, simbolo del suo legame con uno dei dolci più iconici della tradizione calatina.

 

La ceramica entra in cucina: Caltagirone e il riconoscimento UNESCO

Nel riconoscimento UNESCO alla cucina italiana, Caltagirone rappresenta un modello chiaro di patrimonio vivente. Qui la gastronomia dialoga con l’arte della ceramica, con l’artigianato, con i rituali religiosi e la vita quotidiana.

Le ’mpanate, la cudduruna, la pasta ’ncasciata, la cuccìa, le muffolette, i cuddureddi, i panareddi

fino alla semplice frittata di amareddi, non sono solo ricette, ma gesti tramandati come i motivi delle maioliche: parte di un’unica identità culturale.

La recente nomina di Francesca Giarratana la candida ad ambasciatrice di questi valori, portando nella “Città della ceramica” l’autorevolezza della Federazione Italiana Cuochi. Un ponte ideale tra istituzione e comunità, tra riconoscimento nazionale e vita quotidiana.

In un tempo in cui la cucina rischia di diventare spettacolo, Francesca Giarratana ricorda che il vero valore sta nella verità dei gesti: la mano che impasta, la memoria che non si perde, la comunità che condivide. È la Sicilia che continua a generare bellezza attraverso le persone che la amano.

E oggi, tra queste persone, c’è anche lei. Con orgoglio, grazia e quella semplicità che resta la sua firma più autentica.