
Oggi voglio condividere come la impasto io, secondo l’insegnamento ricevuto
Si parte da tre ingredienti essenziali: farina, acqua e lievito.
L’olio, invece, arriva dopo. Non subito, non all’inizio, ma quasi a impasto finito, quando la massa è già formata e ha preso corpo.
Si lavora farina, acqua e lievito fino a ottenere un impasto compatto.
Dopo qualche minuto si aggiunge il sale.
Solo quando l’impasto è bello sodo, si incorpora un filo d’olio, che lo rende elastico e docile alla stesura.
Un dettaglio importante, spesso ignorato: il panetto non va inciso. Rimane intero, liscio, pronto a riposare.
L’olio sulla sfoglia? Dipende dalla tradizione
Quando si stende la sfoglia, c’è chi unge leggermente la superficie prima di farcire.
Io no.
Naturalmente, esistono varianti: c’è chi aggiunge l’olio sulla sfoglia, e il risultato è comunque delizioso. La scaccia è un mondo di micro-tradizioni, e ognuna merita rispetto.
Ingredienti
-1 kg di farina di semola rimacinata
-550 ml di acqua circa
-10 g di lievito di birra fresco
-20 g di sale
-3 cucchiai di olio extravergine d’oliva (da aggiungere solo alla fine)
Preparazioine
Sciogliere il lievito nell’acqua a temperatura ambiente.
Unire la farina e iniziare a lavorare l’impasto.
All’inizio è grezzo, poi prende forma.
Dopo qualche minuto aggiungere il sale, continuando a impastare
Quando l’impasto è sodo e omogeneo, incorporare un filo d’olio.
Poco, giusto quello che serve per renderlo elastico e docile alla stesura.
Formare un panetto liscio, senza incisioni.
Coprire e lasciare lievitare fino al raddoppio.
Stendere la sfoglia sottile, farcire secondo tradizione (pomodoro e caciocavallo, ricotta e cipolla, melanzane, verdure…).
Poi piegare, chiudere e sigillare i bordi.
Cuocere in forno ben caldo, finché la scaccia diventa dorata, profumata e con la crosticina




